yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: DONALD TRUMP ...... Poche ore dopo aver annunciato da Miami di voler abolire l’accordo siglato da Barack Obama con Cuba, il presidente Usa Donald Trump attende le prossime mosse del procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sul caso Russiagate e sugli affari suoi e della famiglia. Affari dove starebbero emergendo operazioni poco chiare. Trump si prepara alla battaglia e come sempre lo fa attaccando con mosse imprevedibili. Come quella che, secondo diversi analisti, starebbe studiando in queste ore: ovvero "licenziare" Mueller.

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domenica 18 giugno 2017

DONALD TRUMP ...... Poche ore dopo aver annunciato da Miami di voler abolire l’accordo siglato da Barack Obama con Cuba, il presidente Usa Donald Trump attende le prossime mosse del procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sul caso Russiagate e sugli affari suoi e della famiglia. Affari dove starebbero emergendo operazioni poco chiare. Trump si prepara alla battaglia e come sempre lo fa attaccando con mosse imprevedibili. Come quella che, secondo diversi analisti, starebbe studiando in queste ore: ovvero "licenziare" Mueller.

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Poche ore dopo aver annunciato da Miami di voler abolire l’accordo siglato da Barack Obama con Cuba, il presidente Usa Donald Trump attende le prossime mosse del procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sul caso Russiagate e sugli affari suoi e della famiglia. Affari dove starebbero emergendo operazioni poco chiare.  Trump si prepara alla battaglia e come sempre lo fa attaccando con mosse imprevedibili. Come quella che, secondo diversi analisti, starebbe studiando in queste ore: ovvero "licenziare" Mueller.

Un attacco a tenaglia stringe d’assedio Donald Trump. La Casa Bianca trema e il vice Mike Pence assume un avvocato seguendo l’esempio del presidente che venerdì ha ammesso "di esser indagato, per aver licenziato il direttore dell’Fbi, dall’uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi". 
"Caccia alle streghe!", ha tuonato Donald Trump nell’ennesima sfuriata su Twitter partita all’alba del week-end, a dispetto dei moniti di influenti esponenti del partito repubblicano ad evitare "cinguettii" impulsivi e non convalidati dagli avvocati. A far le spese dell’ira del presidente è stato stavolta il numero due della Giustizia, Rod Rosenstein, il cui boss, Jeff Session, era affondato qualche giorno prima in Senato sotto una sfilza di "non ricordo": una pubblica deposizione contraddetta da un ex ambasciatore e lobbista per interessi russi a Washington, Richard Burt, che ha confermato di aver partecipato a cene organizzate dal Guardiasigilli durante la campagna elettorale. 
Il Russiagate incalza. Anche Jared Kushner, il genero del presidente e uno dei suoi più fidati consiglieri, è indagato per contatti finanziari sospetti con Mosca: alla vigilia dell’insediamento si è incontrato con il capo della banca Vnesheconombank, messa sotto sanzioni dall’amministrazione Obama, mentre la sua azienda di real estate cercava finanziamenti per pagare 1,8 miliardi di dollari di debiti su un grattacielo a Fifth Avenue. Conflitto di interesse? E non è che una tra le tante grane legali all’orizzonte del presidente e della sua famiglia. 

Con il tycoon in testa, il clan della Casa Bianca se la deve vedere in tribunale per aver violato la Costituzione continuando a mantenere interessi economici in varie società del suo impero commerciale che ricevono pagamenti da governi stranieri. L’ultima causa in ordine di tempo, dopo quelle di Citizens for Responsibility and Ethics a Washington e dei ministri della Giustizia del Distretto di Columbia e del Maryland, l’hanno sporta quasi 200 membri democratici del Congresso (tra cui una ventina di senatori).
La clausola sugli emolumenti della Costituzione richiede al Commander in Chief di ottenere l’approvazione del Congresso prima di accettare pagamenti da governi stranieri, cosa che non è avvenuta per le proprietà e gli hotel del tycoon. Secondo il Washington Post la citazione in giudizio è già stata firmata da 196 membri del Congresso, il numero più alto mai registrato in una causa contro un presidente. Nessun repubblicano ha aderito, ma se vogliono unirsi alla denuncia "sono i benvenuti", ha mandato a dire  il senatore del Connecticut Richard Blumenthal, che ha guidato la presentazione del documento in un tribunale federale. 

Trump intanto flirta con l’idea di far fare allo special Counsel del Russiagate Robert Mueller, un ex direttore dell’Fbi, la fine del suo successore James Comey, licenziato in tronco il 9 maggio nel miglior stile "Apprentice", ma nell’ex capo dei Feds, un ex Marine decorato al valore durante la guerra del Vietnam, il 71enne miliardario che ha scansato il servizio militare per "speroni calcaneari" ha trovato pane per i suoi denti. Mueller, che secondo i media Usa sta indagando su Trump per ostruzione della giustizia, non è uno che si fa spaventare facilmente. E se a Capitol Hill la revoca del mandato dello special counsel ha provocato furore anche tra i repubblicani, perfino Kenneth Starr, il "Torquemada" del Sexgate che ha fatto vedere i sorci verdi a Bill Clinton portandolo a un passo dall’impeachment, ha stigmatizzato la mossa: "Un insulto ai Padri Fondatori" che costituirebbe "la versione nel 21esimo secolo del Massacro del Sabato Sera" all’epoca del Watergate quando un traballante Richard Nixon cercò di silurare il magistrato indipendente Archibald Cox provocando le dimissioni sdegnate dell’Attorney General Elliot Richardson e del suo vice William Ruckelshaus.  
Gli avvocati si fregano le mani: scandali politici come il Watergate, l’Iran Contras sotto Ronald Reagan, il Whitewater all’epoca dei Clinton sono una manna venuta dal cielo per la loro professione. Oltre ad essere il padrino di una delle figlie di Comey, Richard Cullen, il legale assoldato da Pence, è un veterano delle cause politiche avendo assistito la squadra di George W. Bush nel recount della Florida nel 2000. La decisione del vicepresidente, con Kushner uno dei pochi consultati prima del licenziamento di Comey, potrebbe avere un effetto domino dentro la Casa Bianca dopo che nei giorni scorsi l’avvocato di Trump per il Russiagate, Mark Kasowitz, aveva detto al personale della West Wing che assumere legali personali sarebbe stato superfluo.


di Alessandra Baldini per "ilcaffè.ch"

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